Entrata in Imesa nel gennaio 2023 come receptionist, oggi Carolina Moretti si occupa di Recruiting & Training, contribuendo alla crescita delle persone e allo sviluppo del capitale umano aziendale. Un percorso costruito passo dopo passo, grazie alla curiosità, alla voglia di mettersi in gioco e alle opportunità offerte da un’azienda che investe sulle persone.
Abbiamo ripercorso con lei le tappe di questa evoluzione professionale.
Michela: Ciao Carolina, sei entrata in Imesa come receptionist. Ci racconti come sono stati i tuoi primi giorni in azienda e quali erano le tue principali responsabilità?
Carolina: Sono entrata in Imesa a gennaio 2023, dopo un’esperienza professionale nel settore dell’hotellerie. Si è trattato di un cambiamento importante, perché mi sono trovata ad affrontare un contesto completamente nuovo, con dinamiche e processi diversi da quelli a cui ero abituata.
I primi giorni sono stati molto stimolanti: nel mio ruolo di receptionist mi occupavo della gestione del centralino, dell’accoglienza di clienti, fornitori e visitatori e dell’organizzazione delle trasferte del personale service. Essendo il primo punto di contatto con l’azienda, ho compreso fin da subito quanto fosse importante garantire un’accoglienza attenta e creare un’esperienza positiva per chiunque entrasse in Imesa.
Parallelamente, ho iniziato a collaborare con Gloria Concettoni nella gestione della formazione obbligatoria. Quando Gloria è passata al reparto service, mi è stata affidata questa attività e ho iniziato a gestire in autonomia l’organizzazione e il monitoraggio dei percorsi formativi obbligatori.
È stato il primo passo di un percorso di crescita che mi ha permesso di acquisire nuove competenze e di avvicinarmi progressivamente al mondo delle risorse umane.
Michela: C’è stato un momento in cui hai capito che il tuo percorso in Imesa avrebbe potuto evolversi verso nuove responsabilità?
Carolina: Credo che il momento decisivo sia arrivato alla fine del 2024, quando mi è stata proposta l’opportunità di entrare nel mondo del recruiting. Devo ammettere che inizialmente sono rimasta sorpresa: non avevo una formazione specifica in questo ambito e la mia prima reazione è stata chiedermi se sarei stata davvero all’altezza di una sfida così importante.
Allo stesso tempo, però, ho percepito la fiducia che l’azienda stava riponendo in me e questo mi ha dato la motivazione per mettermi in gioco; ho potuto contare fin da subito sul supporto dell’azienda, che ha scelto di investire concretamente affiancandomi Sara Fabiani, inizialmente consulente esterna di Imesa, e che mi ha accompagnata, passo dopo passo, nell’acquisizione di nuove competenze.
Ho inoltre seguito corsi di formazione specifici con Gility, che mi hanno permesso di approfondire strumenti, metodologie e dinamiche legate alla selezione del personale.
Poi, il 2025 ha segnato un’ulteriore evoluzione di questo percorso di crescita, con l’ingresso di Sara come People Manager direttamente in azienda, e con lei ho avuto l’opportunità di consolidare il mio nuovo ruolo e contribuire attivamente allo sviluppo delle persone.
Michela: Nel recruiting incontri molte persone che cercano lavoro e che si candidano per entrare in Imesa. Cosa cerchi oltre alle competenze tecniche durante un colloquio?
Carolina: Le competenze tecniche sono sicuramente un elemento fondamentale, ma rappresentano solo una parte della valutazione. Durante un colloquio cerco di andare oltre il curriculum, per comprendere la persona nella sua interezza: mi interessa capire quali sono i suoi valori, come descrive sé stessa, quali esperienze l’hanno formata e quali sono i suoi punti di forza. Dedico molta attenzione alle soft skills, perché credo che caratteristiche come la capacità di lavorare in squadra, la curiosità, la flessibilità, la voglia di imparare e l’attitudine al confronto possano fare davvero la differenza nel lungo periodo.
Un altro aspetto importante è valutare come una persona potrebbe inserirsi all’interno di uno specifico team. Ogni reparto ha dinamiche e caratteristiche proprie, quindi è fondamentale individuare candidati che, oltre a possedere le competenze richieste, possano integrarsi in modo armonioso con il contesto in cui lavoreranno. Una volta concluso il processo di selezione, mi piace confrontarmi con i responsabili per raccogliere feedback sul percorso di inserimento. È un momento prezioso, che mi permette di capire se le intuizioni emerse durante il colloquio si sono confermate nel tempo.
Michela: Quanto conta la formazione continua in un’azienda come Imesa e come viene percepita dai dipendenti?
Carolina: La formazione continua è uno degli elementi chiave della crescita di Imesa e rappresenta un investimento strategico per il futuro dell’azienda. In un settore in costante evoluzione come il nostro, aggiornare competenze tecniche e trasversali è fondamentale per affrontare le sfide del mercato, supportare l’innovazione e accompagnare lo sviluppo delle persone. Quello che apprezzo maggiormente è che la formazione non venga considerata un’attività accessoria, ma una leva concreta di crescita professionale e personale. Imesa investe molto sulle persone e questo impegno viene percepito positivamente dai dipendenti, che riconoscono il valore delle opportunità offerte.
Nel 2025 sono state erogate circa 4.000 ore di formazione, un dato che testimonia in modo concreto l’attenzione dell’azienda verso lo sviluppo delle competenze e la valorizzazione del capitale umano. Naturalmente c’è sempre spazio per migliorare. L’obiettivo è rendere i percorsi formativi sempre più strategici e accessibili, pianificandoli in modo efficace e conciliandoli con i carichi di lavoro dei diversi reparti.
Vogliamo continuare a coinvolgere in maniera sempre più capillare tutta la popolazione aziendale, compresi i reparti produttivi, affinché ogni persona possa sentirsi parte attiva di un percorso di crescita condiviso.
Michela: Carolina, chi ti conosce in azienda sa quanto l’empatia sia una delle tue caratteristiche distintive. Nel tuo percorso di crescita, anche il confronto con il nostro AD Marco Achilli ti ha aiutata a riconoscere e valorizzare questa tua dote, orientandola verso un ruolo in cui puoi fare la differenza sia per le persone sia per l’azienda. C’è un episodio o un colloquio che ricordi con particolare soddisfazione?
Carolina: Sì, ci sono diversi momenti che porto con me, ma uno in particolare mi ha fatto capire quanto l’ascolto e l’empatia possano essere importanti nel mio lavoro. Durante un colloquio ho incontrato un candidato molto timido e riservato, che faticava a raccontarsi e a esprimere le proprie competenze. In un primo momento sembrava quasi non riuscire a mettere in luce il proprio potenziale. Ho cercato di creare un clima di fiducia, mettendolo a suo agio e lasciandogli il tempo necessario per esprimersi. Attraverso l’ascolto e alcune domande mirate, sono riuscita a far emergere aspetti della sua personalità e delle sue capacità che inizialmente non erano evidenti.
Quel candidato è stato poi inserito in azienda e si è rivelato una risorsa preziosa per il team.
Esperienze come questa mi confermano ogni giorno quanto sia importante guardare oltre il curriculum e oltre le prime impressioni. Credo che ogni persona abbia un potenziale da esprimere e che il nostro compito, nel recruiting, sia anche quello di creare le condizioni affinché possa emergere. Sapere di aver contribuito a far emergere il talento di qualcuno e ad accompagnarlo verso un’opportunità professionale è una delle soddisfazioni più grandi del mio lavoro.»
Michela: Se potessi tornare al primo giorno in cui hai varcato la soglia di Imesa come receptionist, cosa diresti alla Carolina di allora?
Carolina: Le direi di continuare a essere curiosa e di non avere paura di mettersi in gioco, anche quando il percorso sembra portarti verso qualcosa di completamente nuovo.
Le direi di fidarsi delle proprie capacità e di valorizzare quella sensibilità e quell’empatia che, inizialmente, consideravo semplicemente caratteristiche del mio modo di essere e che oggi rappresentano una parte fondamentale del mio lavoro.
Il mio percorso dimostra che, quando un’azienda sceglie di investire sulle persone e le persone scelgono di credere in sé stesse, possono nascere opportunità inaspettate e percorsi di crescita davvero significativi.
Michela: Grazie Carolina!
